Premessa
Il presente accordo integra e rinnova quanto previsto dal CCNL per i dipendenti da Aziende dei Settori Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo 8 febbraio 2018. Pertanto, a decorrere dall’entrata in vigore del presente accordo, esso sostituisce ad ogni effetto il predetto CCNL del 2018.
Le Parti, in qualità di associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale del Settore, sono concordi nel manifestare soddisfazione nell’aver rinnovato il contratto collettivo nazionale di lavoro di Settore, il terzo più applicato in Italia e che vede coinvolte oltre 300.000 imprese e circa un milione di lavoratori.
Il contratto collettivo nazionale di lavoro in questione si conferma essere uno strumento aderente alle necessità sia dei lavoratori sia delle imprese in grado di valorizzare i settori del turismo e della ristorazione e di rappresentare un presidio di legalità.
Il Settore del Turismo e della Ristorazione superata la crisi pandemica da Covid-19, con conseguenze significative sia per le lavoratrici e i lavoratori che per le imprese, con la chiusura di molte aziende e la perdita di molti posti di lavoro, è riuscito a confermare la sua struttura e importanza per l’economia dell’intero Paese.
Nonostante la profonda incertezza del contesto macroeconomico e geopolitico causata dai conflitti in corso e dalle conseguenze relative all’aumento incontrollato dei prezzi dei beni energetici e delle derrate alimentari, l’andamento dei flussi turistici che avrebbe potuto giovarsi di un clima internazionale meno problematico di quello attuale ha, comunque, fatto registrare un incremento degli indicatori economici.
Anche alla luce di tutto quanto sopra, le Parti confermano il valore strategico di un dialogo costruttivo che trova il suo momento più alto nella sottoscrizione del presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e ribadiscono l’importanza dei Settori del Turismo e della Ristorazione, centrali per lo sviluppo occupazionale ed economico del Paese.
Le Parti confermano, dunque, un assetto contrattuale specifico che definisce la disciplina dei rapporti di lavoro in modo coerente con le dinamiche operative dei Settori, impostato sui concetti di flessibilità, produttività, tutela e crescita delle professionalità.
Le Parti, inoltre, ribadiscono la volontà di attuare un insieme di iniziative congiunte nei confronti delle Istituzioni Pubbliche fondate sulla ricerca di impegni indirizzati a riaffermare le politiche settoriali e di sistema.
Per favorire l’adozione di tali politiche, le Parti chiedono di promuovere la costituzione di tavoli di concertazione ai vari livelli per il confronto, anche preventivo, sulle iniziative istituzionali, anche legislative e regolamentari, di interesse per i Settori.
In particolare, le Parti richiedono al Governo e alle altre Istituzioni Pubbliche competenti di dedicare attenzione ai temi ritenuti rilevanti per i Settori, tra i quali, quelli di seguito elencati.
INTEGRALE APPLICAZIONE DELLA CONTRATTAZIONE E CONTRASTO AL DUMPING CONTRATTUALE
Le Parti stipulanti il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ritengono che l’accesso dei datori di lavoro ai benefici normativi e contributivi previsti dalle normative di diverso livello (regionali, nazionali, comunitarie) nonché alla formazione continua erogata dai fondi interprofessionali, debbano essere subordinati alla integrale applicazione degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli territoriali o aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali comparativamente più rappresentative di cui all’art. 51 del D. Lgs n. 81/2015 ed al rispetto della normativa prevista dalla legge n. 296 del 2006 e s.m.i. in materia di trasparenza delle imprese.
Le Parti ritengono di affidare al presente CCNL una funzione cogente non solo di regolazione dei rapporti di lavoro e di riferimento per tutte le imprese che operano nei Settori, evitando fenomeni di dumping, ma anche di unicità di riferimento per i lavoratori che vi operano e che dal Contratto traggono diritti, strumenti di emancipazione e crescita professionale.
A tal fine, le Parti, condividono la necessità di contrastare i fenomeni di dumping contrattuale presenti nei Settori che danneggiano pesantemente le lavoratrici e i lavoratori e le imprese che subiscono, in tali casi, la concorrenza sleale delle aziende che applicano contratti collettivi non sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale del Settore.
Le Parti, anche con il coinvolgimento della bilateralità, ritengono importante mettere in campo azioni volte al contrasto del fenomeno sensibilizzando le Istituzioni competenti quali il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.
APPALTI
Le Parti, considerato:
- l’art. 29 comma 2 lett. a) del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 in materia di “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” convertito con modificazioni dalla L. 29 aprile 2024, n. 56 che ha novellato l’articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, introducendo il comma 1-bis;
- l’art. 11, comma 1, del Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 – Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici;
- la disciplina sugli appalti di cui all’articolo 222 e successivi del presente CCNL;
- il lavoro svolto a livello europeo nel corso del Dialogo Sociale con la definizione da parte di EFFAT (Federazione europea dei sindacati dell’alimentare, dell’agricoltura, del turismo ed affini) e Food Service Europe (Federazione Europea della Ristorazione Collettiva in Appalto) della “Guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa” e delle azioni a livello europeo in corso di definizione per l’aggiornamento della “Guida” stessa;
- i contenuti del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 e successive modificazioni ed integrazioni, con particolare riferimento ai servizi ad alta intensità di manodopera, ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica;
- che il presente CCNL, in quanto sottoscritto dalle Associazioni imprenditoriali e dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative nel settore a livello nazionale e territoriale, dispone dei requisiti di cui all’articolo 51 del D. Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni;
- che è necessario ed urgente approntare nuovi strumenti che, aggiungendosi a quelli esistenti, favoriscano la creazione di un mercato nel quale si affermino operatori economici in grado di offrire un servizio rispondente alle richieste, sia in termini di qualità che di capacità professionali e di rispetto delle norme contrattuali;
- che al fine di assicurare l’equilibrio contrattuale dei contratti di appalto è necessarioil recepimento integrale dell’art. 60 del D. Lgs. n. 36 del 31 marzo 2023;
chiedono alle Istituzioni ai vari livelli:
a) che venga inserito nei bandi di gara, al fine di evitare effetti distorsivi della concorrenza, il riferimento al presente CCNL sottoscritto e applicato dalle Associazioni imprenditoriali e dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative nel settore della Ristorazione Collettiva a livello nazionale e territoriale, nel rispetto dell’articolo 11 del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36;
b) che sia emanato in base al presente CCNL, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il decreto sulla determinazione del costo del lavoro utile alla committenza pubblica e privata per una rigorosa valutazione dell’incidenza del costo della manodopera sul servizio fornito. Le Parti al riguardo sollecitano il Ministero ad aggiornare le tabelle;
c) che nel rispetto del comma 2 dell’articolo 108 del D.Lgs 31 marzo 2023, n. 36 sia garantita in via esclusiva per gli appalti di ristorazione collettiva sanitaria, assistenziale e scolastica l’aggiudicazione sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, evitando criteri che amplifichino l’effetto di aggiudicazione con la predominanza del criterio basato sul prezzo;
d) che, anche alla luce del principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale di cui all’articolo 9 del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, come specificato nell’articolo 60 dello stesso decreto legislativo, si assicuri la sua integrale applicazione
RITARDATI PAGAMENTI
Le Parti, considerato:
- che il problema dei ritardi nei pagamenti da parte dello Stato, sia a livello centrale che periferico, nei confronti delle aziende, società ed operatori economici in generale fornitori dei servizi di ristorazione collettiva, rappresenta un fenomeno rilevante che costituisce un elemento di difficoltà gestionale;
- che, in periodi di crisi economica, tali eventi aggravano la situazione delle imprese del settore, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte di esse e di conseguenza le tutele nei confronti dei lavoratori ivi impegnati;
- convengono di attivarsi congiuntamente nei confronti del Governo e dei Ministeri competenti per il rispetto dei tempi, previsti dalla legge, sui pagamenti alle aziende appaltatrici del servizio e per il rispetto della norma che vincola la Pubblica Amministrazione all’aggiornamento dei prezzi per i contratti pluriennali.